mercoledì 16 luglio 2014

Dalla parte del cuore

"Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l'ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibile vuol dire fare caso a tutto, e con "tutto" intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata in mezzo a tante parole anonime. 
Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille vite ogni giorno. Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere. 
Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. 
Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno." 
(Susanna Casciani)

Faccio mie queste parole perchè è così che mi sento. Mi vedono abbastanza brusca e diretta nei modi ma è solo una facciata, una maschera che indosso per coprire il senso di inadeguatezza che provo in alcune situazioni. Diciamo che sono empatica e quando amo qualcuno sto male se so che soffre, sono contenta se è felice e se invece non concordo su qualcosa non mi metto mai in posizione di rottura o offendo perchè ognuno ha il proprio carattere e i suoi motivi per comportarsi in un certo modo e la propria sensibilità. 
Ed è per questo che quando lo stesso metro non viene usato nei miei confronti, posso tormentarmi per giorni finché non mi distacco un po' da tutto curandomi le ferite da sola, come gli animali. 
Tutto questo preambolo perchè mi sono sentita un po' attaccata per aver esternato un semplice pensiero. 
Della persona scomparsa prematuramente avevo perso le tracce fino a quando non ho casualmente  incrociato la sua vita ritrovandolo coreografo del tour e regista del video di Marco. Immaginando il dolore di chi gli ha voluto bene e ha condiviso idee, progetti, impegno e lavoro, ho avuto un moto istintivo in cui per un attimo mi sono sentita impotente, impossibilitata a consolare, a stargli vicino. Si è trattato di una stretta al cuore come quelle che sento ogni giorno per qualsiasi vittima di sopruso o di tragedia o di incidente, nè più e nè meno che amore per gli esseri umani. Mai mi sognerei di intromettermi in un campo personale, in un sentimento intimo e privato di chicchessia, tantomeno di Marco che come ho letto "è solo un cantante". 
So perfettamente che noi fan non siamo nessuno e non abbiamo alcun diritto di accostarci alla sua vita fuori da quella artistica, e non ho la presunzione di conoscere cosa prova e come gestisce le emozioni per cui non ho bisogno che mi si insegni come comportarmi nei suoi confronti. Purtroppo l'uso smodato dei social ha portato una certa libertà, un senso di "fratellanza" e illusione di vicinanza che secondo me fa sì che certi limiti vengano oltrepassati. Ho visto con dispiacere ingerenze quasi brutali in questa situazione e questo genere di atteggiamento non mi appartiene e mi disgusta. Chi mi conosce lo sa bene ed è per questo motivo che non permetto a nessuno, e ripeto a NESSUNO, di farmi sentire in colpa per l'affetto che ho nei suoi confronti. Potrei voler soffocare o nascondere un sentimento negativo se lo provassi: odio, invidia, gelosia, ma non posso vergognarmi per l'amore che sento per gli esseri umani, anche se uno di questi è "solo un cantante".





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